Archivio-Museo Storico di Fiume

La Società di Studi Fiumani (rifondata a Roma nel 1960) gestisce al Villaggio Giuliano l’Archivio-Museo Storico di Fiume, con sede in Via Cippico 10. Il Museo, fondato nel 1963 e riconosciuto a livello nazionale, è un “unicum” nel suo genere, conservando cimeli , documenti, opere artistiche e memorabilia non solo della città di Fiume ma anche del resto delle terre perdute. Attualmente (e da moltissimi anni) il Museo è diretto da Marino Micich, figlio di zaratini.
Sito web: https://www.fiume-rijeka.it/

La seguente descrizione del direttore Micich, riassume molto bene la storia:
“La Società di Studi Fiumani fu costituita a Fiume nel 1923 e poi risorse nel 1960 a Roma, dopo l’esodo dalla città di circa 38.000 fiumani provocato dalle autorità comuniste jugoslave a guerra finita. Invece, l’Archivio Museo storico di Fiume fu rifondato nel 1963 dalla Società di Studi Fiumani sempre a Roma, nell’ambito del quartiere giuliano-dalmata e quest’anno la struttura compie i suoi primi sessant’anni [NdR nel 2023]. Il ruolo svolto dalle due istituzioni riconosciute dalla legge 92/2004 che ha istituito «Il Giorno del Ricordo», è quello di promuovere studi e ricerche sulla storia fiumana, istriana e dalmata con particolare riferimento alla tragica vicenda del lungo esodo dei fiumani, istriani e dalmati iniziato dopo il 1945 e protrattosi fino al 1958. Un altro filone di ricerca sono le vittime italiane delle foibe e dei campi di concentramento jugoslavi a guerra finita. Il nostro ente culturale promuove anche il dialogo culturale con la città di origine Fiume (Rijeka, Croazia) sin dal 1990, dopo il crollo del Muro di Berlino e l’inizio della crisi in ex Jugoslavia. Molto importante è anche l’attività di divulgazione storica presso le scuole di ogni ordine e grado, che visitano l’Archivio Museo di Fiume regolarmente”

La creazione del Museo nel 1963 fu dovuta all’iniziativa di Depoli, presidente della Società di Studi Fiumani assieme al prof. Enrico Burich, il prof. Giorgio Radetti e il dott. Gian Proda.
La collocazione del Museo al Villaggio Giuliano si rese possibile grazie al contributo finanziario del fiumano Oscarre Fabietti.

Sulla facciata del Museo viene posta nel 1968 una targa commemorativa in ricordo di Tommaso Ciampani, Prefetto di Roma e vicepresidente dell’Opera Assistenza Profughi.

Il 12 luglio 1972 il Museo fu riconosciuto dal Ministero della pubblica istruzione quale sito di “eccezionale interesse storico ed artistico” e quindi sottoposto alle tutele previste dalla legge. Successivamente, il 28 febbraio 1987 la Soprintendenza per i Beni archivistici nel Lazio diede un analogo riconoscimento.
Occorre far notare che questi riconoscimenti vennero ben prima delle leggi a difesa degli esuli e della loro cultura, tutte datate dopo il 2000.

Nel 1996 venne posta sulla facciata una targa commemorativa dedicata al colonnello dei Carabinieri Antonio Varisco, zaratino, vilmente ucciso dalle Brigate Rosse il 13 luglio 1979 e medaglio d’oro al valor civile.

Dal 1995 l’Archivio-Museo ha anche ospitato l’Associazione per la Cultura Istriana, Fiumana e Dalmata nel Lazio, organismo promosso dall’allora presidente della Società di Studi Fiumani Amleto Ballarini e presieduta da Marino Micich, direttore del Museo, coadiuvato dal rovignese Gianclaudio de Angelini.

Con la Legge del Ricordo del 2004 il Museo ha ottenuto un’ulteriore tutela legale.

Attualmente l’Archivio-Museo conta oltre 80.000 documenti e una biblioteca di circa 6.000 volumi. Tra il materiale archivistico custodito sono importanti le raccolte relative a insigni personaggi fiumani quali Riccardo Gigante, Riccardo Zanella, Andrea Ossoinack e Antonio Grossich.
Il museo raccoglie inoltre opere pittoriche di valore di pittori fiumani del passato o esuli, tra i quali uno vissuto proprio al nostro Villaggio, Alfredo Polonio Balbi.
La Società di Sudi Fiumani pubblica inoltre semestralmente la rivista di studi adriatici Fiume (diventata dal 2000 Rivista di studi adriatici), nonché libri e opuscoli di storia fiumana, ma anche giuliano-dalmata in generale.
Il centro studi promuove infine numerose iniziative culturali, tra cui conferenze, presentazioni di libri, viaggi nelle terre giuliane, ecc.
L’Archivio-Museo conserva anche tutta una serie di opere recuperate durante le varie vicissitudini del Villaggio Giuliano. In particolare:

  • Statua di San Vito, patrono di Fiume, precedentemente collocata nella chiesetta di San Marco, abbattuta nel 1972;
  • Statua di Sant’Eufemia, patrona di Rovigno, anch’essa precedentemente collocata nella chiesetta di San Marco, abbattuta nel 1972;
  • Bassorilievo di San Marco, posto sulla facciata della chiesetta di San Marco, oggi sulla facciata del Museo