
Nel 1992 nacque un primo “Comitato di Quartiere”, su iniziativa di alcuni abbastanza anziani abitanti del vecchio Villaggio, quasi tutti esuli, guidati da Giuseppe “Bepi” Rocchi, fratello di padre Flaminio.
Negli anni successivi il Comitato continuò ad esistere, passando brevemente prima alla presidenza di un giovane, Dorizio Ferrari, e poi più lungamente di Oliviero Zoia, figlio del famoso Severino.
Il Comitato di Quartiere ebbe il suo “momento di gloria” quando riuscì nel 1998 ad evitare il nefasto trasferimento del SERT (servizio per i tossicodipendenti) dall’Ospedale Sant’Eugenio al Centro Anziani sulla Via Laurentina, con tutte le evidenti conseguenze negative della vicinanza tra anziani e tossicodipendenti.
Storia e attività
Il Comitato di Quartiere nacque nel maggio 1992 su iniziativa di Giuseppe “Bepi” Rocchi assieme agli esuli (o figli) Andrea Apollonio, Loretta Vatta Colella, Alfredo e Italo Di Lenna, Plinio Martinuzzi, Miro Prischich, Elena Rossi, Dora Cesnik Spada, Fiorella Vatta e Antonio Mura. A questi si aggiunse subito dopo Oliviero Zoia e Aldo Clemente.
Questo primo comitato aveva evidentemente un “raggio di azione” limitato al vecchio Villaggio Giuliano e alle problematiche connesse con gli esuli.
Infatti le prime questioni affrontate furono: 1) la richiesta dell’acquisizione della ex Casa della Bambina (in quanto l’USL XII stava per lasciare il fabbricato dove era insediata dagli Anni ’80) per trasformarla in centro multifunzionale per anziani; 2) la disponibilità dell’uso della Cappella dei Santi Patroni; 3) lo stazionamento di una roulotte abitata da stranieri in Via Cippico.
Il primo punto sarebbe rimasto lettera morta, ma gli altri due avrebbero avuto una rapida soluzione.
Nel dicembre 1994 “Bepi” Rocchi lasciava la carica di presidente a Oliviero Zoia, che l’avrebbe tenuta (con una breve pausa in cui divenne presidente Dorizio Ferrari, non appartenente alla comunità giuliano-dalmata) fino allo scioglimento del Comitato stesso nel 2006.
Le problematiche di questi anni successivi si erano nel frattempo ampliate, perché accanto alla questione del riutilizzo della ex Casa della Bambina si era aggiunto il grave problema del “mercatino” di Viale Sinigaglia.
Il mercatino, sorto nel 1992 e inizialmente autorizzato per 26 stalli il lunedì mattina, si “allargò” negli anni a dismisura, aprendo anche il mercoledì e con oltre 50 stalli (persino di generi deperibili, ad es. il pesce) che invadevano anche Piazza Giuliani e Dalmati e le vie limitrofe, rendendo quasi impossibile per i residenti l’uscita da casa.
Questa divenne la principale “battaglia” per la quale tutto il Comitato, ma soprattutto Oliviero Zoia, si spesero moltissimo.
Il mercatino sarebbe poi stato spostato altrove in via definitiva, dopo innumerevoli proteste dei residenti, dalla giunta di centro-destra nel gennaio 2003.


Il Comitato iniziò ad occuparsi fin da questi anni di un’altra questione che poi sarebbe stata realizzata nel 2005 in maniera molto più ampia, e cioè la risistemazione dei giardini di Piazza Giuliani e Dalmati.
La risistemazione finale avrebbe comportato il rifacimento di tutta la piazza utilizzando i fondi del progetto “Cento Piazze” nato con il sindaco Rutelli e proseguito con Veltroni (vedi avanti).
I fondi prevedevano che il progetto fosse presentato senza costi dai cittadini, e quindi il Comitato contattava l’ing. Fulvio Ferrari che realizzava il progetto stesso.
Prima che questo avvenisse, il Comitato cercò di salvaguardare il giardino stesso, in particolare la sua usufruibilità da parte dei bambini. Nel maggio 1999, raccolti i soldi necessari con le offerte spontaneee dei cittadini, fu collocata della ghiaia, necessaria per evitare la formazione della polvere durante tutto il periodo estivo. In questa occasione il Servizio Giardini del Municipio con scarsissima sensibilità cercò qualcuno da “punire” per l’azione e il sig. Mario Sossa, che era già piuttosto anziano, si autoaccusò dicendo che “aveva fatto tutto da solo”, e ciò interruppe l’azione del Servizio Giardini.
Nel 1998 si presentava la grave vicenda del SERT, cioè la richiesta di trasferimento del centro recupero tossicodipendenti dall’Ospedale Sant’Eugenio al Centro Anziani sulla Via Laurentina. Tale operazione avrebbe comportato disagi gravissimi innanzitutto per gli anziani, ma anche per tutto il quartiere, in considerazione pure della presenza di un liceo a soli cento metri di distanza.
La tempestiva azione del Comitato avrebbe convinto politici ed amministratori a desistere da questa decisione. Il momento “clou” fu la manifestazione davanti alla ex Casa della Bambina alla presenza di centinaia di persone e di una troupe di RaiTre (che avrebbe poi mandato il servizio al TG Regionale con il titolo “la carica del 5000”, riferendosi agli anziani del Centro).
Nel 2002 il Comitato avrebbe successivamente sventato anche un altro tentativo di spostare il SERT dal Sant’Eugenio, questa volta nei locali in disuso dell’ex Scuola Tosi in Via Canzone del Piave.
Contemporaneamente veniva rinnovata la richiesta per la realizzazione di una Residenza Sanitaria Assistenziale per anziani (RSA) nella medesima ex Casa della Bambina. Il Consiglio Regionale del Lazio approvava la richiesta, ma in realtà poi la cosa non si è mai concretizzata.
Nell’occasione il Comitato si rinnovava: accanto al presidente Oliviero Zoia veniva confermato “Bepi” Rocchi e si aggiungevano Giorgio Marsan, Mario Sossa, Alberto Restovin e Monica Paliaga.
Questo “nuovo” comitato, pur restando prevalentemente incentrato sul vecchio Villaggio Giuliano, allargava i propri interessi all’intero quartiere, definendo nello statuto l’area, che coincide con quello che ancora oggi è considerato il “Quartiere Giuliano-Dalmata” (si veda la mappa).
Nel novembre 1998 si teneva una grande assemblea di quartiere dove il nuovo comitato si presentava alla cittadinanza e ascoltava le varie problematiche.
In quello stesso mese il Comitato chiedeva ufficialmente al XII Municipio di installare l’illuminazione pubblica in Via De Berti, Via Ghiglianovich e nella parte finale di Via Canzone del Piave.
Effettivamente la richiesta avrebbe poi avuto successo e in breve tempo anche queste strade (le ultime) sarebbero state illuminate.
Un’altra importante azione del Comitato di Quartiere fu quella di supportare la sopravvivenza dell’A.S. Giuliana che stava avendo gravi problemi finanziari.
Il Comitato, con un’ampia azione pubblicitaria, faceva iscrivere oltre 180 persone tra adulti e bambini all’Associazione rilanciando le attività, con giochi ed incontri.
Purtroppo negli anni successivi molti di questi non si sarebbero più iscritti anche a causa di contrasti con la “vecchia generazione”.
Nel febbraio 2002 veniva chiesta da parte del Comitato la creazione di un parapedonale in Via Smareglia, al fine di consentire il transito dei pedoni. Ciò perché, nonostante il divieto di sosta, sul lato destro della strada le auto erano perennemente parcheggiate rendendo molto difficoltoso e pericoloso il passaggio dei pedoni.
Il Municipio, soprattutto per merito del cons. Maurizio Cuoci, avrebbe in breve tempo provveduto (si tratta dello steso parapedonale ancora presente).
Nel 2003 il Comitato di Quartiere vedeva la realizzazione concreta della riqualificazione di Piazza Giuliani e Dalmati, con un progetto finanziato dalla “Cento Piazze”.
L’iter era già partito nel 1999 con la presentazione del progetto disegnato dall’ing. Fulvio Ferrari assieme all’arch. Davide Rastelli (Le “Cento Piazze” prevedevano un progetto “gratuito” presentato dalla cittadinanza).
Il progetto aveva poi subito alcune modifiche fino alla sua effettiva realizzazione nel 2003. I due elementi di maggior spicco dell’intervento sono stati la pedonalizzazione dell’area antistante la chiesa (che ha azzerato il rischio delle automobili che in precedenza arrivavano a grande velocità fino in piazza) e la sistemazione dell’area attorno alla Lupa di Pola.
I lavori sarebbero poi terminati nel corso del 2005.

Nel gennaio 2004 il Comitato di Quartiere si attivava per la visita dell’on. Luciano Violante, al tempo capogruppo dei DS ed ex presidente della Camera, al quartiere. Tale visita assumeva un’importanza notevole, in quanto Violante rappresentava il “ponte di collegamento” tra DS e il centro-destra, necessario per la firma congiunta di quasi tutti i partiti alla Legge sul “Giorno del Ricordo”, che sarebbe stata promulgata di lì a poco.
Il Comitato si sarebbe sciolto ad inizio 2006 con la concomitante nascita dell’Associazione Gentes.