Adolfo Mussafia

Adolfo Mussafia (Spalato 1834-Firenze 1905), filologo dalmata di origini ebraiche, fu per quasi mezzo secolo professore all’Università di Vienna, dove difese sempre i diritti degli italiani sudditi austro-ungarici.

Mussafia nacque a Spalato il 15 febbraio 1835 in una famiglia italiana di etnia ebraica, essendo il padre rabbino della comunità locale.
Nel 1852 iniziò a studiare medicina all’Università di Vienna, ma studiando contemporaneamente anche filologia, fintantoché, tre anni dopo fu chiamato all’incarico di lettore d’italiano alla medesima università.

Nonostante fosse un autodidatta, riuscì ad affermarsi in breve tempo, tanto che nel 1860 venne nominato professore di filologia romanza (e poi anche di letteratura italiana) sempre alla medesima Università di Vienna. Quello stesso anno si convertì al cattolicesimo, dedicando quasi tutta la sua attività allo studio della lingua italiana, pubblicando anche una grammatica italiana in lingua tedesca.
Lo stesso anno in cui fu nominato professore ordinario (1867) fu colpito da una grave malattia che lo afflisse per tutto il resto della vita.

A Vienna divenne comunque una personalità culturale e politica di notevole fama. Riuscì a farsi eleggere alla Camera Alta di Vienna, dove difese strenuamente l’italianità della Dalmazia e dove riuscì a far istituire l’Università in lingua italiana a Trieste.
In un periodo di contrapposizione tra il crescente irrendentismo italiano e l’Austria che tendeva a favorire gli slavi per ragioni di opportunità politica, la sua figura divenne sempre più “sospetta” e le autorità limitarono fortemente la sua attività all’interno dell’Università.

Nonostante sia vissuto praticamente tutta la sua vita a Vienna, il legame di Mussafia con la città natale di Spalato fu sempre fortissimo, come risulta chiaro da questo suo commento contenuto in un articolo sulla grammatica italiana: “Io, che la piccola città che mi vide nascere amo di affetto, immagino Roma antichissima, ricca de’ monumenti di una gloria di secoli, e la magnificenza sua e de’ suoi tempi, riproduco e ripeto nella mia mente, e mi formo l’idea di Roma ben dieci volte, e mi esprimo: ‘Ho più cara Spalato mia che non dieci Rome”

Mussafia fondò una vera e propria scuola di filologia romanza che ebbe moltissimi allievi a loro volta divenuti personaggi importanti, come Hugo von Hofmannstahl e il linguista rovignese Antonio Ive, autore di un fondamentale studio sulla lingua istriota. Nel 1883 fu anche nominato accademico della Crusca.
Nel 1903 si trasferì a Firenze, dove morì il 7 giugno 1905.

Sterminata la sua produzione scientifica, con centinaia di volumi, saggi, articoli e scritti vari. Le sue opere principali furono:

  • Italienische Sprachlehre (Vienna, 1860), tradotto in moltissime lingue;
  • Monumenti antichi di dialetti italiani (1864);
  • Altfranzösische Gedichte aus venezianischen Handschriften (Vienna, 1864);
  • Sul testo della Divina Commedia (1865);
  • Darstellung der romagnolischen Mundart (Vienna, 1871):
  • Beiträge zur Kunde der Nord-Italischen Mundarten im 15. Jahrhundert (1873);
  • Mitteilungen aus romanischen Handschriften (1884)

Presso la Bilbioteca Umanistica dell’Università di Firenze si conserva il “Fondo Mussafia”, dapprima a Vienna e poi donato dalla vedova attraverso Pio Rajna a Firenze (1925). Il fondo conserva carteggi, manoscritti, testi di conferenze e lezioni, atti e documenti vari.