
Padre Alfonso Orlini (Cherso, 1887-Roma 1972), esule da Cherso, fu il primo presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (1948-52), nonché Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali.
Nicolò Orlini nacque a Cherso il 1° febbraio 1887 da Nicolò e Giovanna Petrani. La vocazione religiosa si presenta prestissimo e già nel 1902 è novizio nel Convento di Cherso con il nome Alfonso Maria.
Nel 1907 emette la professione solenne ed è ordinato sacerdote nel 1909. Nel 1912 consegue la laurea in Teologia a Friburgo in Svizzera e nel 1917 quella in Lettere e filosofia a Padova. Quello stesso anno diventa Direttore della Biblioteca Antoniana a Padova e due anni dopo Guardiano del Convento di Pirano in Istria.
La carriera religiosa prosegue in maniera rapidissima e già nel 1924 vien eletto Ministro Provinciale dei Frati Minori della Provincia Patavina e l’anno dopo Ministro Generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, a soli 37 anni (il più giovane della storia dopo San Bonaventura).
Rimarrà Ministro Generale per sei anni, fino al 1930, risvegliando l’ordine da un declino che durava da molto. Recuperò il Sacro Convento di Assisi, fondò seminari e missioni in Cina, Giappone ed Africa. Fondò anche la Crociata missionaria francescana.Negli anni successivi si dedicò all’insegnamento della Religione nelle scuole e, sempre a Padova, fu assistente spirituale delle giovani di Azione Cattolica.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, colpito profondamente dalla perdita delle terre dell’Istria e delle isole del Quarnero (tra cui la sua Cherso), si attivò moltissimo per gli esuli giuliano-dalmati, diventando il primo presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (1948-1952).
In questo suo ruolo chiamò a dirigere l’Ufficio Assistenza dell’Associazione un giovane frate di Neresine (Lussino), padre Flaminio Rocchi, che avrebbe trasformato il suo sacerdozio in missione di aiuto ai profughi.
Fu proprio in questo suo doppio ruolo di sacerdote e di presidente dellìA.N.V.G.D. che, accordandosi con Monsignor Santin, rovignese e vescovo di Trieste e Capodistra, decise di affidare la gestione della nascente parrocchia di San Marco proprio ai Frati Minori Conventuali. Infatti, il 25 aprile 1949, padre Giovanni Martini, frate minore conventuale, fu chiamato ad occuparsi degli esuli al Villaggio Giuliano.
Alla storia della sua piccola patria di Cherso dedicherà un libro, scritto nel 1961 (anno del Centeraio dell’Unità d’Italia) in cui descrive la crescita dell’isola Nell’amplesso materno di Roma e con Venezia madre: “Se Roma fu la genitrice della nostra civiltà, Venezia ne prese amorevolmente il posto creando tra noi e lei vincoli di affinità durati per lunghi secoli e resistenti ancor oggi nel costume, nella parlata, nel sangue stesso”.
Morì a Roma il 26 luglio 1972.