
Amedeo Colella (Pola, 1922-Roma, 1975), artista poliedrico, poeta e figura di spicco del mondo giuliano-dalmata.
Amedeo Colella nacque a Pola il 18 settembre 1922, e fin da bambino mostrò un grande interesse verso il mondo dell’arte.
Dopo il diploma in studi umanistici, studiò all’Accademia di Venezia e poi conseguì il dottorato in Lettere e filosofia.
Nel Dopoguerra fu chiamato come esperto per l’Italia del Comitato Culturale dell’A.W.R. (Association World Refugees), organo consultivo delle Nazioni Unite.
Al Villaggio Giuliano di Roma, dove visse tutto l’esilio, lasciò numerose testimonianze della sua arte, così come in moltissimi musei e collezioni private sparse per il mondo, tra cui in Italia, Francia, Stati Uniti, Brasile e altrove. Le sue opere spesso si rifanno al ricordo dell’esodo dall’Istria natìa, ma spaziano anche in altre direzioni, tra cui molte legate alla fede religiosa.
Colella fu anche vice segretario nazionale dell’Opera Assistenza Profughi e ovviamente si occupò molto dell’esodo e di tutte le problematiche ad esso connesse. Fondamentale fu il suo lavoro “L’esodo dalle terre adriatiche. Rilevazioni statistiche” (Opera Assistenza Profughi, 1958), dove cercò di conteggiare con precisione il numero degli esuli; il lavoro al tempo fu importantissimo, anche se oggi è stato superato da informazioni più complete.
Morì a Roma nel maggio 1975 in seguito ad un incidente.
La sua opera più famosa al Villaggio Giuliano è il “Monumento all’Esilio”, un bellissimo mosaico posto in Piazza Giuliani e Dalmati che rappresenta le città perdute affiancato da una colonna in travertino con riportati i nomi delle suddette città e le parole pronunciate da Dante sull’esilio nel Canto XVII del Paradiso.
Al Villaggio Giuliano Colella ha però lasciato numerose altre opere …