
Antonio Cippico (Zara 1877-Roma 1935), di famiglia nobile, letterato e politico dalmata, molto attivo per la causa italiana della Dalmazia. Fuoriuscito durante la I Guerra Mondiale, si prodigò per l’annessione della Dalmazia all’Italia e fu Senatore del Regno.
Il Conte Antonio Cippico, discendente di una nobile famiglia originaria di Traù (ove ancora c’è il palazzo di famiglia), nacque a Zara il 20 marzo 1977. Si laureò in giurisprudenza all’Università di Vienna nel 1901. Dopo un soggiorno a Londra, si stabilì a Roma, dedicandosi al giornalismo letterario e politico, su posizioni nazionaliste. Diresse la «Rivista di Roma» e collaborò al «Marzocco», pubblicò saggi letterari e poesie, tradusse La gaia scienza di Nietzsche, il Re Lear di Shakespeare e l’Orestiade di Eschilo per la rappresentazione al Teatro Argentina di Roma.
Dal 1906 si trasferì di nuovo a Londra come docente di letteratura italiana all’University College, di cui divenne professore ordinario nel 1911 e che lasciò nel 1928, e fu anche socio della Royal Literary Society.
Interventista e sostenitore dell’italianità della Dalmazia, imputato di alto tradimento dalla procura austriaca, ottenne nel 1915 la cittadinanza italiana e partecipò come volontario alla prima guerra mondiale, ma non combatté al fronte.
Rientrato in Inghilterra, iniziò nel 1919 a collaborare al «Popolo d’Italia» e appoggiò l’impresa di Fiume.
Senatore del Regno dal 1923, ebbe vari incarichi pubblici, tra i quali la partecipazione alla delegazione italiana alla Società delle Nazioni (1925-1928) e la presidenza di una sezione del Consiglio superiore dell’educazione nazionale. Fece parte anche della Commissione italiana per la cooperazione intellettuale. Fu anche presidente della Giunta d’arte per le pubblicazioni dello Stato e seguì l’attività dell’Istituto poligrafico dello Stato. Per la sua larga esperienza internazionale, la notorietà culturale e l’interesse per il libro fu chiamato a presiedere il Comitato esecutivo del I Congresso mondiale delle biblioteche e di bibliografia, tenuto a Roma e Venezia nel 1929. Poi, dal 1930, fece parte del Consiglio direttivo dell’Associazione italiana biblioteche e fu relatore al I Congresso, tenuto a Roma nel 1931. Fu inoltre Socio Onorario dalla fondazione della Società Dalmata di Storia Patria e nel 1935 a Zara gli venne intitolata una scuola elementare (distrutta durante i bombardamenti del 1944). Morì a Roma il 18 gennaio 1935 e fu sepolto nel Cimitero acattolico.