
Giuseppe (ma per tutti Bepi) Nider (Rovigno, 1914-Roma 1992), polesano, è stato un importante poeta e attore istriano, animatore dal primo Dopoguerra della vita al Villaggio Giuliano.
Bepi Nider nacque a Rovigno il 21 novembre 1914. A soli 6 mesi fu internato assieme alla madre nel famigerato campo di Wagna in Stiria assieme a migliaia di altri istriani di etnia italiana internati dalle autorità austriache al momento dell’entrata in guerra dell’Italia. Nel frattempo il padre Raimond era dato per disperso sul fronte russo, dal quale non tornò mai.
Dopo la guerra Bepi tornò a Rovigno assieme alla madre e ai nonni, che lo educarono agli ideali repubblicani e mazziniani. Nel 1923 si trasferirono a Pola, dove più tardi frequentò il Liceo-ginnasio Carducci e fece le sue prime esperienze teatrali e conobbe alcuni esponenti antifascisti.
Terminato il liceo, nel 1937 Nider, ormai adulto, si trasferì ad Albona dobe insegnò e recitò nella filodrammatica e dove conobbe la futura moglie, Mira dalla quale avrebbe avuto un figlio, battezzato Raimondo come il padre scomparso.
Nel 1940 venne richiamato alle armi come ufficiale dei Granatieri di Sardegna e dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943 entrò nella Resistenza nella zona di Albona. Alla fine della guerra venne nominato direttore delle scuole italiane e si trasferì nuovamente a Pola, dove allestì spettacoli teatrali e divenne attore per Radio Pola.
Poiché era membro dell’Associazione Partigiani Italiani, fu espulso da Pola nel marzo 1947 dopo il Trattato di pace di Parigi e si recò a Roma, dove fu nominato fiduciario della “Casa dei Bambini Giuliano Dalmati” all’Eur dal Provveditorato agli Studi.
Da quel momento la sua carriera si intensificò, e negli anni fu professore di Letteratuira e storia, direttore del Collegio “Orti di Pace” a Roma, attore alla RAI e regista di varie rappresentazioni teatrali e anche opere liriche. Fu anche insegnante al Centro di Educazione artistica del Provveditorato agli Studi di Roma e collaborò con Radio Vaticana. Pubblicò numerose antologie letterarie, ottenendo numerosi premi.
Per gli esuli del Quartiere Giuliano-Dalmata di Roma e di tutta Italia fu soprattutto il poeta dei giuliano-dalmati che raccontò in moltissime delle sue poesie, soprattutto in quelle raccolte in “Mis-Mas” (1970) e “Campane a nembo” (1978).
Si è spento a Roma l’11 luglio 1992
“No dimentichemo“
Qui potete ascoltare la commovente poesia di Bepi Nider “No dimentichemo”, recitata dal dignanese Ferruccio Conte.
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Bibliografia
- “Terra Nostra” (1949)
- “Aria di casa nostra” (Arena di Pola, 1967)
- “Al tempo della cintura di castità” (1698)
- “Mis-Mas” (1970)
- “Campane a Nembo” (Centro cultura giuliano-dalmata,1978)