Fra’ Giulio Rella

Giulio Rella nacque a Pola nel 1900 ed esodò con tutti gli altri polesani nel 1947. Giunto a Trieste si fece oblato (cioè offrì la sua vita a Dio e alla fede, ma non divenne mai sacerdote) e divenne sacrestano del Duomo di Trieste.

Nel 1953 giunse a Roma al Villaggio Giuliano come aiutante del nuovo parroco, padre Luigi Danielli e si dedicò da subito ai giovani organizzando e guidando un bel gruppo di scout, che divenne il “motore” di numerose iniziative quali veglie, recite teatrali, incontri sportivi e gite.
Il gruppo scoutRoma 27, gestito da fra’ Giulio, si riuniva inizialmente in piccole capanne erette nel piccolo giardino dietro la chiesetta, poi, con la costruzione delle nuove case, si spostarono in uno scantinato di Via Smareglia, da cui furono poi cacciati per gli “schiamazzi” e si trasferirono definitivamente in Via F.lli Reiss Romoli (dove ora ha sede la Biblioteca).
Gli scout furono il centro della vita dei giovani del Villaggio e poi del Quartiere per tutto il periodo della permanenza di fra’ Giulio, organizzando sia attività religiose che gite, scampagnate, recite teatrali. Fra le attività più importanti la guardia al Santo Sepolcro a Pasqua, le processioni natalizie e i “fuochi del bivacco” il 23 aprile, San Giorgio (patrono degli scout) nel piccolo terreno dietro la chiesetta.

Da un ricordo di Gianfranco Frezza: “La preparazione del Natale, con il presepio ed i canti di Natale; la preparazione della Pasqua con la veglia al Sepolcro, con le tende montate dietro la chiesa, oltre alla preparazione dei campeggi estivi per scout e lupetti, ci assorbivano motto. Per andare in gita sulla neve a Livata, Giulio riusciva ad ottenere dal Comando militare della Cecchignola l’uso gratuito di una corriera sulla quale ci si imbarcava per una gita domenicale. La corriera non era attrezzata con catene, per cui quando le ruote perdevano un po’ di presa – questo accadeva soprattutto sulla ripida salita che porta da Subiaco a Monte Livata -Giulio tirava fuori il Rosario e tra una preghiera e qualche imprecazione si arrivava alla baita di Livata dove alloggiavamo per tutta la giornata. Si organizzava il pranzo cucinando la pastasciutta e nel pomeriggio si ritornava a Roma facendo una sosta nel ristorante della Checchina, dove si ballava in grande allegria. Il viaggio di ritorno passava velocemente tra canti, accompagnati dalla fisarmonica di Morgutti e la tromba di Mondo; repertorio cori prendeva canti di montagna, canzoni di San Remo e variazioni triestine. Fra’ Giulio era un manager; grande organizzatore pratico ed essenziale nell’affrontare i problemi, era dotato di notevole manualità e di uno spiccato senso artistico. Aveva sempre una parola buona per tutti, operoso ed onesto, era un vero Francescano. Espletava il suo senso artistico addobbando la chiesetta del Villaggio con fiori, drappi e veli che la rendevano in ricorrenze importanti maestosa come una cattedrale. I suoi presepi erano luminosi, particolareggiati ma anche essenziali nella realtà della loro rappresentazione. La scenografia da lui realizzata per la Settimana Santa, dell’Ultima Cena era sempre molto fedele alla tradizione e toccante nella rappresentazione”.

Questo è il testo dell’inno che fu composto verso il 1960 dai suoi scout per Fra’ Giulio:
Giulio, caro capo ascolta
l’augurio dei tuoi scouts,
che uniti intorno a te
qui al fuoco fan brillar
il calore ch’è nel loro cuor.
Notte, tu la fiamma spegni
non il canto degli esplorator,
esso vibri in fondo al cuor
di chi tanto vive in noi
e ristori il suo gran lavor.
Dio, nostra gioia, premia
la fatica di chi in ansia vuol
al sublime altar salir
per guidare fino a te
la giovinezza degli scouts.
Capo, caro padre credi
all’amore dei tuoi scouts
essi sanno che in te
silenzioso è il tuo soffrir
e profonda la tua bontà.

Nel novembre 1968 lasciò la Parrocchia dopo 15 anni di attività assieme al parroco padre Luigi Danielli, tra le lacrime dei giovani dell’epoca che ancora oggi lo ricordano dopo quasi 60 anni con immutato affetto.

Fra’ Giulio morì l’anno seguente nel giugno 1969 a Trieste.
A Fra’ Giulio è oggi dedicato il Gruppo Trieste 1 degli Scouts d’Europa.

Articolo dell’Arena di Pola del 15 aprile 2003 in ricordo di Fra’ Giulio: