Francesco e Luciano Laurana

Francesco e Luciano Laurana forse non erano neppure fratelli, ma quasi sicuramente avevano in comune il luogo di nascita, Aurana o Vrana, piccola località dalmata a sud di Zara.

Luciano Laurana

Luciano Laurana (Aurana ca. 1420-Pesaro 1479), uno dei massimi architetti italiani del Quattrocento. Non si hanno notizie della vita e della formazione artistica, ma sappiamo che il padre era scalpellino a Zara e che aveva collaborato con Giorgio Orsini nella costruzione della Cattedrale di Sebenico, per cui è ragionevole pensare che quello fu l’ambiente formativo di Luciano.

Forse già negli anni ’40 aveva lavorato all’Arco di Trionfo a Napoli e al Portale dell’Arsenale a Venezia.
Certamente era a Mantova nel 1465 dove avrebbe costruito una parte del porticato del cortile di San Giorgio all’interno del Palazzo Ducale e avrebbe collaborato con l’Alberti.

Lo stesso anno il duca Federico da Montefeltro gli affidò il progetto per la costruzione del Palazzo Ducale a Urbino, del quale diresse anche i lavori.
Il Laurana iniziò i lavori con la facciata del Palazzo, dalla caratteristica forma geometrica, al fine di raccordare gli edifici preesistenti, e la facciata dei torricini, simile ai castelli medievali che doveva affermare la potenza dei Montefeltro. Curò poi il suo capolavoro, il cortile d’onore. Il Palazzo divenne poi l’emblema della città e anche uno dei simboli dell’arte del Rinascimento.
Al Laurana si attribuiscono anche i disegni de La Città ideale, intorno alla quale si concentrò tutta la riflessione rinascimentale sull’arte, l’architettura, la filosofia e l’urbanistica, che ambiva a coniugare le esigenze funzionali con la nuova sensibilità estetica del tempo.

Nel 1472 si spostò a Pesaro, dove forse progettò la Rocca e ne seguì i lavori sino alla morte avvenuta nel 1479.

Francesco Laurana

Francesco Laurana (Aurana 1430 ca.-Avignone 1502) fu uno scultore dalmata, uno dei massimi artisti del Quattrocento.
Della sua gioventù e della sua formazione artistica non si sa quasi nulla, anche se probabilmente si recò presto in Italia per completare la sua formazione artistica, forse a Rimini. Le prime notizie certe sono relative alla sua partecipazione alla decorazione marmoree dell’Arco trionfale di Alfonso I a Napoli (1453-8), periodo in cui realizzò anche la sua Testa di Santo (conservata al Museo Amedeo Lia di La Spezia).

Dal 1461 al 1466 si trova alla corte angioina in Francia, dove svolgerà attività di medaglista. Dal 1468 abbiamo sue notizie in Sicilia, inizialmente a Sciacca, dove aprì una bottega (e forse scolpì il portale laterale della chiesa di Santa Margherita) e poi a Palermo, dove fu incaricato di realizzare le figure in rilievo della Cappella Mastrantonio nella chiesa di San Francesco, considerato oggi l’inizio del Rinascimento in Sicilia.
Qui produsse molte delle sue opere, tra cui diverse Madonne con Bambino (nella Cattedrale e altrove). Legò la sua fama soprattutto ai busti femminili che ricordano Piero della Francesca e Antonello da Messina, tra i quali il Ritratto di Eleonora d’Aragona (1468), il Ritratto di Battista Sforza (1474), il Busto di Principessa (1475 ca.), il ritratto di Principessa napoletana (1475 ca.) e il policromo Busto di Isabella d’Aragona (1487), sparsi oggi in tutti i musei d’Europa.

Intanto, dal 1471 era tornato a Napoli e nuovamente in Francia nel 1477, a Marsiglia e Avignone. A Marsiglia realizzò l’altare della Cappella di San Lazzaro nel Duomo vecchio, e ad Avignone il Retablo della salita al Calvario nella chiesa di Saint-Didier.
Morì proprio ad Avignone nel 1502.