
Gianclaudio de Angelini (Rovigno, 1950-Roma, 2022), uno degli ultimi esuli rovignesi, poeta e tra i maggiori esperti di storia e cultura istriana.
Gianclaudio nacque a Rovigno nel 1950 da famiglia di lontane origini nobili, da dove esodò ancora piccolissimo con la sua famiglia nel 1951 per giungere al Villaggio Giuliano di Roma, dove avrebbe vissuto tutta la sua vita.
Divenne una delle persone più conosciute al Villaggio per le sue conoscenze enciclopediche di storia e cultura istriana (specialmente rovignese). Era uno dei pochissimi ancora in grado di scrivere nell’antica lingua rovignese, nella quale compose numerose poesie.
È stato sino alla scomparsa consigliere della Società di Studi Fiumani, vice-presidente dell’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio (che aveva ideato assieme all’amico Marino Micich nel 1995), co-fondatore della Mailing List Histria ed ideatore dell’omonimo premio letterario indetto per i giovani delle comunità italiane di Istria, Fiume e Dalmazia e infine dal 2019 redattore de “La Voce della Famia Ruvignisa”, organo di stampa degli esuli rovignesi.
Nel 1997 vinse il premio di poesia Laurentum per la sezione in vernacolo con una poesia in istrioto antico. Nello stesso anno aveva pubblicato assieme a Marino Micich la raccolta di poesie “Poesia dell’Esodo a due voci”. Nel 2010 seguì un’altra raccolta di poesie, “Zbrèinduli da biechi” (“Brandelli di stracci”), con cui anni dopo vinse il Premio Tanzella nella sezione Poesia. Il suo ultimo sforzo poetico è stato la raccolta di poesie in lingua rovignese “Gli occhi di Lavinia”, presentato nel settembre 2021.
Ha anche pubblicato numerosi saggi sulla storia di Rovigno e più in generale sulla questione giuliano-dalmata, apparsi nella rivista “Fiume” e negli Atti del Centro Ricerche Storiche di Rovigno.
È scomparso improvvisamente il 2 giugno 2022. lasciando la moglie Tania, da lui amorevolmente assistita nel corso della sua grave malattia.