
Lodovico Zeriav (Matteria, 1913-Roma 1999) fu un rispettato maestro elementare e maestro di musica della scuola “Giuseppe Tosi”.
Nativo di Matteria (Fiume), dove era nato il 21 febbraio 1913, ottenne l’abilitazione all’insegnamento a 21 anni e nel 1940 divenne maestro elementare a Castelnuovo d’Istria, dove conobbe la sua futura moglie.
Il suo periodo di prova coincise con gli anni difficili della guerra, finché nel 1944 ricevette l’attestato di servizio di ruolo ordinario firmato dall’ispettore Giuseppe Tosi. Nel 1945 viene trasferito ad Abbazia, dove viene a conoscenza dell’uccisione proprio di Tosi e da lì torna a Castelnuovo, a questo punto ormai occupata dagli jugoslavi.
Nel 1947 giunse finalmente a Roma, al Villaggio Giuliano. Fin da subito lavorò presso la Casa del Bambino Giuliano all’Eur e nel 1948 gli fu dato l’incarico di istitutore.
Dal 1948 al 1952 fu segretario della sezione giuliano-dalmata di Roma della Dante Alighieri. Nel 1953 divenne reggente della scuola elementare del Villaggio Giuliano.
Fu lui il più instancabile difensore della causa di Giuseppe Tosi, giunta a compimento con l’intitolazione della nuova scuola elementare del Villaggio il 26 aprile 1958.
Durante tutti questi anni di insegnamento, che si sarebbero conclusi con la pensione nel 1970, il maestro Zeriav dedicò buona parte del suo tempo alle lezioni di canto e musica, soprattutto a scuola, ma anche presso la parrocchia di San Marco. Fu compositore di molti testi musicali, soprattutto religiosi, molti rimasti inediti.
Era conosciuto al quartiere anche per essere l’animatore della “Festa degli alberi” durante la quale venivano piantati nuovi alberi, in particolare gli eucalipti davanti alla stazione della metro Laurentina, Particolarmente nota è l’edizione del novembre 1959, quando fu creato il “boschetto” che in parte ancora resiste, oggi davanti al grande parcheggio.
Morì il 7 febbraio 1999 a Roma, lasciando la moglie e i due figli, Gabriella ed Edoardo.

Nei primi Anni 2000 il sindaco di Roma Walter Veltroni, venuto a conoscenza della figura di Zeriav, decise di dedicargli il parchetto di Piazza Giuliani e Dalmati che era appena stato risistemato con uno dei progetti “Cento piazze”.
Come praticamente tutti i suoi ex allievi testimoniano, fu molto amato da tutti, per la sua severità addolcita da una infinita bontà e da una dedizione al lavoro che non aveva limiti. Un suo ex alunno, Fabio Rocchi, ebbe a scrivere “Caro Maestro, se oggi ci potessi dare un ultimo compito per casa, vorremmo scrivere un tema dal titolo «Il mio Maestro era tanto bravo»”.