
Plinio Martinuzzi (Albona, 1929-Roma, 2013), esule albonese, presidente del Comitato prov. di Roma dell’Ass. Naz. Venezia Giulia e Dalmazia dal 2003 al 2005.
Plinio Martinuzzi nacque ad Albona il 23 febbraio 1929, da Fabio, il “maestro” del paese (essendo l’unico ad aver studiato ingegneria a Vienna) e da Anna Vasta, triestina. La famiglia Martinuzzi aveva avuto diversi personaggi illustri, tra cui il bisnonno Giovanni, combattente nelle Cinque Giornate di Milano e plenipotenziario per l’annessione dell’Istria all’Italia nel 1866 (che però non avvenne), e la prozia Giuseppina, scrittrice ed educatrice socialista.
Esule dal 1945 a Roma, dove era stato spedito dal padre per paura delle persecuzioni titine, si ricongiunse con la famiglia nel 1948 al Villaggio Giuliano, dove sarebbe poi vissuto fino alla morte. Nel 1959 si sposò con Mirella Bobisse di Rovigo, che aveva conosciuto per essere stata loro ospite dopo l’alluvione del Polesine (lui scherzava dicendo che “un profugo aveva sposato un’alluvionata”). Nel 1971 ebbe una figlia, Roberta.
Dipendente dell’Opera Assistenza Profughi, durante tutta la sua vita al Villaggio si prodigò per favorire tutte le iniziative culturali, sociali e sportive del quartiere, spesso mettendo mano di sua iniziativa al portafoglio senza mai chiedere nulla indietro.
Ormai pensionato, fu l’artefice della rinascita del Comitato provinciale di Roma dell’Ass. Naz. Venezia Giulia e Dalmazia assieme ad altri personaggi significativi come padre Flaminio Rocchi, Oliviero Zoia e Marzia Vodopia.
A fine Anni ’90, assieme a Oliviero Zoia, riuscì a far acquisire gli appartamenti a prezzo di grande favore che molti esuli avevano ancora in affitto al Villaggio Giuliano e ciò determinò un importante rilancio per il Comitato.
Finalmente nel 2003 divenne presidente del suddetto Comitato, carica che resse con grande equilibrio ed amore per tre anni fino al 2005.
Successivamente continuò la sua attività presso l’Associazione seguendo soprattutto le pratiche per le acquisizioni degli appartamenti e prodigandosi finché le forze glielo consentirono poco prima della morte.
Si è spento a Roma nella sua casa il 30 gennaio 2013.