Piazza Giuliani e Dalmati

La Piazza Giuliani e Dalmati è il “centro” sia fisico che simbolico di tutto il quartiere, in quanto, come nei classici paesi medievali italiani, si trova nel punto più alto della collina dov’è collocato il quartiere, ed è il luogo dove si trova la chiesa di San Marco e molti dei più significativi monumenti dell’esodo giuliano-dalmata.

La piazza è sempre stato il luogo dov’era (ed è) collocata la Chiesa, ma in realtà non era affatto una piazza fino alla fine degli Anni ’50 quando vennero abbattuti i padiglioni e furono costruite le palazzine che ancora oggi la contornano.
Inizialmente era infatti soltanto lo “slargo” accanto alla chiesa ed il passaggio per raggiungere Via Cippico. In quello spazio erano collocati i lavatoi del Villaggio Giuliano.
L’unica cosa identica ad oggi erano i giardini che contornavano la vecchia chiesetta con i pini piantati all’epoca del Villaggio Operaio.

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Il momento chiave della Piazza fu il 27 maggio 1962, quando fu le fu ufficialmente dato il nome Piazza Giuliani e Dalmati, e fu inaugurato in piazza il cosiddetto  “Monumento all’Esilio”, realizzato dal grande maestro polesano (e figura chiave del mondo degli esuli al Villaggio Giuliano) Amedeo Colella. Si tratta di un bellissimo mosaico raffigurante le città perdute giuliano-dalmate accanto ad una colonna in travertino con i nomi delle suddette città e le parole che Dante recita sull’esilio nel Canto XVII del Paradiso.

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Da quel momento in poi, la piazza divenne il “centro” delle feste, delle manifestazioni e dei giochi di tutta la comunità, caratteristica che conserva tutt’ora.

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Un altro momento importante della Piazza si ebbe il 10 febbraio 2003 quando fu celebrata la “Giornata della Memoria”, organizzata dal solito Aldo Clemente assieme al Comitato di Roma A.N.V.G.D.
La manifestazione ebbe il suo momento chiave proprio in Piazza Giuliani e Dalmati, con grandissima successo pubblico (tra cui gli alunni della scuola elementare Tosi che al termine intonarono l’Inno a Tosi e poi quello di Mameli), con la presenza di Gianfranco Fini, vicepresidente del Consiglio, Maurizio Gasparri, del sindaco di Trieste Di Piazza, degli esponenti dell’opposizione Willer Bordon e Marcella Lucidi e di molti esponenti del mondo giuliano-dalmata, tra cui lo stilista dalmata Ottavio Missoni e il presidente della Federazione degli Esuli Guido Brazzoduro (che esordiva nel suo discorso con “È la prima volta della nostra memoria”).
L’importanza dell’evento va legata al fatto che anticipò l’approvazione della Legge del Ricordo del 2004.

Nel 2005 tutta la Piazza Giuliani e Dalmati subì un importante restyling con i fondi delle “100 piazze” promossi dai sindaci Rutelli e Veltroni (anzi, di fatto fu l’ultima piazza di Roma ad usufruire dei fondi). Fu pedonalizzata la parte antistante la chiesa, che divenne una specie di sagrato, furono sistemati i giardini con una migliore visibilità della Lupa e con la collocazione di alcuni giochi per bambini.

In Piazza Giuliani e Dalmati sono collocati molti dei monumenti più significativi della storia dell’Esodo giuliano-dalmata: