
Il 12 aprile 1947, sabato successivo alla Pasqua, Bruno Cornacchiola porta i suoi tre bambini piccoli a giocare nel bosco degli eucalipti di fronte al Monastero delle Tre Fontane. Premettiamo che Bruno si era convertito alla chiesa protestante Luterana ed era diventato un fervente anticattolico (stava addirittura lavorando su un testo per dimostrare l’infondatezza della verginità della Madonna).
Ad un certo punto, secondo il racconto diretto di Bruno, andando a cercare la palla che i bambini hanno perduto, perde di vista per qualche momento il figlio più piccolo, Gianfranco, di quattro anni. Assieme agli altri due bambini lo ritrova subito dopo in ginocchio davanti ad una grotta dove sembra parlare con qualcuno che non si vede e mormora “bella signora, bella signora”.
Pochi attimi dopo anche gli altri due bambini, Carlo di sette anni e Isola di undici, cadono in ginocchio e anche loro sembrano vedere qualcuno. E poi anche Bruno improvvisamente vede davanti a sé una bella donna coperta da un manto candido dalla testa ai piedi con un viso di tipo medio-orientale.
La “bella signora” parla a Bruno e gli dice: «Sono colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti, ora basta! Rientra nell’Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Il giuramento di Dio è e rimane immutabile: i nove venerdì del Sacro Cuore che tu facesti, amorevolmente spinto dalla tua fedele sposa, prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato!»
Dopodiché la Madonna punta l’indice verso il terreno dove si vede un veste talare da prete e sopra di essa una croce spezzata e confessa a Bruno che lo attenderanno giorni di prove dolorose ma che lei lo avrebbe difeso e gli promette che opererà potenti miracoli per la conversione degli increduli.
Infine gli rivela che «Il mio corpo non marcì, né poteva marcire. Mio Figlio e gli angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso…». Queste parole anticipano il Dogma dell’Assunzione in Cielo di Maria che sarebbe stato promulgato da Pio XII il 1° novembre del 1950.
Infine la Madonna gli ordina: «Dovrai andare per le chiese e per le vie. Per le chiese, al primo sacerdote che incontrerai e per le strade, a ogni sacerdote che incontrerai, tu dirai: “Padre, devo parlarle!”. Se costui ti risponderà: “Ave Maria, figliolo, cosa vuoi”, pregalo di fermarsi, perché è quello da me scelto. A lui manifesterai ciò che il cuore ti dirà e ubbidiscilo; ti indicherà infatti un altro sacerdote con queste parole: “Quello fa per il caso tuo”».
Poi la Madonna si gira ed entra dentro la parete della grotta in direzione di San Pietro.
Ripresisi dall’avvenimento, Bruno e i figli si fermano brevemente alle Tre Fontane, dove la figlia Isola re-insegna a Bruno l’Ave Maria, preghiera che lui aveva dimenticato.
Giunti a casa, i bambini raccontano alla madre Iolanda la vicenda e lei immediatamente accetta per vero quanto accaduto.
Nei giorni successivi Bruno va alla ricerca del sacerdote come gli aveva detto la Madonna e alla fine ne trova uno che gli indica con le parole preannunciate da Maria di andare da un altro, che lui conosceva ma che era suo nemico in quanto sapeva del suo fervente ateismo.
A questo punto Bruno e la moglie rientrano nella comunità parrocchiale dalla quale erano usciti anni prima.
Seguono altre apparizioni: il 6 maggio Bruno rivede la Madonna alla grotta, ma non gli parla.
Poi, il 23 maggio, don Mario Sfoggia, sacerdote della chiesa di Ognissanti, va con Bruno alla grotta e questi ha nuovamente la visione e anche se il sacerdote non vede nulla, “sente” la presenza della Madonna e si lega profondamente a Bruno.
Nel settembre 1948 Bruno affisse all’ingresso della grotta un testo in cui descriveva la sua conversione e parlava della visione.
Il luogo divenne presto meta di pellegrinaggio e il 9 dicembre 1949 Bruno incontrò papa Pio XII al quale confessò che in passato aveva addirittura progettato di ucciderlo.
In seguito a questo incontro fu scolpita una statua della Vergine secondo le indicazioni del Cornacchiola e posta all’ingresso della grotta.
Sebbene la chiesa cattolica non abbia mai riconosciuto ufficialmente le apparizioni, già nel 1956 papa Pio XII consentì la costruzione di una cappella per il culto davanti alla grotta e ne affidò la custodia ai Frati Minori Conventuali (ricordiamo che sia la nostra parrocchia di San Marco comprendeva quell’area ed era affidata ai medesimi frati).