Convitto Femminile (Liceo Aristotele)

Il Convitto femminile, destinato alle ragazzine più grandicelle, fu l’altro collegio finanziato e voluto da Oscar Sinigaglia e Marcella Mayer. Fu realizzato ai margini del Villaggio Giuliano dell’epoca, alla fine di Via dei Sommozzatori nel 1956-1957 e rimase in uso fino al 1979. Dopo lo scioglimento dell’Opera Assistenza Profughi e venuta meno la necessità di ospitare giovani esuli, il Collegio divenne l’attuale Liceo scientifico Aristotele.

La prima pietra fu posta il 15 maggio 1956 in occasione della visita del presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, con la benedizione di mons. Ugo Camozzo, arcivescovo di Pisa e ultimo vescovo di Fiume italiana. I lavori iniziarono nel mese di ottobre e vennero terminati a fine 1957 in tempo record, anche per merito della donazione di 60 milioni di lire da parte di Marcella Mayer.

Alcune immagini del Convitto ad inizio Anni ’60:

Nel 1978, con lo scioglimento dell’Opera Assistenza Profughi, anche i collegi da essa retti furono sciolti, e quindi anche il Convitto femminile, che passò in proprietà alla Regione Lazio.
La Regione cedette l’uso dell’edificio alla Provincia di Roma, che era (ed è) responsabile delle scuole statali, in quanto il Liceo scientifico Cannizzaro dell’Eur aveva bisogno di aule per creare una propria succursale.

Finalmente ad inizio Anni ’80 l’edificio divenne un nuovo liceo scientifico autonomo per il territorio e nacque così il Liceo scientifico “Aristotele”, ancora oggi presente nel quartiere (completando in tal modo la presenza di scuole di ogni ordine e grado, dall’asilo nido alla scuola superiore).
Inizialmente la scuola constava di poche classi e fondamentalmente serviva il quartiere circostante (vi è una forte concorrenza con licei scientifici vicini, quali il Cannizzaro all’Eur e il Peano a Via di Vigna Murata).
Negli Anni ’90 il Liceo si consolidò e si ingrandì, iniziando ad ampliare il proprio bacino di utenza, anche in seguito alle nuove edificazioni nelle aree circostanti. Ciò nonostante, verso il 2000 la scuola era nuovamente in crisi, sempre a causa della “concorrenza” degli altri liceo di zona.
La grande crescita si ebbe negli anni immediatamente successivi, e questa fu dovuta a molti fattori, ma principalmente all’attivarsi di una serie di iniziative che attirarono nuova utenza. Tra queste, le più significative furono quelle iniziative volte alla “internazionalizzazione” del liceo, a partire dall’avvio dei corsi per le certificazioni di lingua inglese guidate dall’allora prof.ssa Susan King, e poi l’avvio di progetti di scambi culturali europei chiamati dapprima “Comenius” ed ora “Erasmus” e l’apertura di corsi bilingue seguendo il curriculum dell’Università di Cambridge. Tali attività furono portate avanti principalmente dalla prof.ssa Claudia Fontana.
La crescita degli alunni porta alla fondazione ad inizio Anni 2000 di una sede succursale in Via Comisso (zona Cesare Pavese), che diventa numericamente più ampia della sede centrale. In tal modo in pochi anni la scuola supera ampiamente i 1.000 studenti iscritti.

Inoltre, il 12 dicembre 1998 si era già svolto il primo di una serie ininterrotta di “gemellaggi” tra gli studenti della ormai minoranza italiana in Croazia e Slovenia (i cosiddetti “rimasti”) e il Quartiere Giuliano-Dalmata, organizzati sia dalla Società di Studi Fiumani che dal Comitato di Roma A.N.V.G.D. Nello specifico si trattò dell’incontro, patrocinato dalla Società di Studi Fiumani e dalla Regione Lazio, tra una delegazione i studenti del Liceo italiano di Fiume e gli studenti del Liceo Aristotele, alla presenza di Marino Micich, direttore dell’Archivio-Museo di Fiume, di Amleto Ballarini, presidente della Società di Studi Fiumani e del prof. Giovanni Stelli, assieme alle presidi delle due scuole.