Via Icilio Bacci nacque negli Anni ’50 come continuazione di Via F.lli Reiss Romoli verso Via dei Sommozzatori e lungo la quale realizzare alcune palazzine per i giuliano-dalmati ed anche alcune attività commerciali, che però non decollarono mai veramente ed ora scomparse (se si eccettua la trattoria all’angolo di Via dei Sommozzatori).
La strada ha un andamento curvilineo.

Icilio Bacci è stato un senatore fiumano, scomparso nel 1945 e verosimilmente ucciso poco tempo dopo dai partigiani slavi.
Storia
Via Bacci fu inaugurata il 15 maggio 1956 in occasione della visita del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi al Villaggio Giuliano. Il nome scelto fu quello appunto quello del senatore Icilio Bacci.
Inizialmente la via comprendeva anche l’attuale Via Fratelli Reiss Romoli, che solo una decina di anni dopo fu separata da Via Bacci ed ebbe il proprio nome.
La strada era il fulcro dell’ampliamento del Villaggio Giuliano, come già progettato fino dal 1954, come si può chiaramente vedere dal plastico di quell’anno (il numero “2” corrisponde all’attuale Via Bacci, anche se le palazzine realizzate non corrispondono esattamente a quelle progettate inizialmente):

Nella sua parte finale fu immaginata la presenza di alcuni esercizi commerciali, che però non decollarono mai realmente, se si eccettua l’osteria all’angolo con Via dei Sommozzatori che ebbe da subito un grande successo.
Le due foto seguenti, scattate durante un Carnevale di inizio Anni ’60 con una delle classiche rappresentazioni di Severino Zoia, ci mostrano Via Bacci e l’Osteria-Cucina all’angolo con Via dei Sommozzatori:



La strada non ha cambiato aspetto da quel tempo, se si eccettua la progressiva chiusura dei piccoli esercizi commerciali (l’ultimo a chiudere fu la bottega del Fabbro di Gianni Mussap, negli Anni’ 80)
In anni più recenti ha aperto al posto di tutti i suddetti negozi, la Chiesa Cristiana Evangelica A.D.I. gestita dal pastore Oreste Ponticiello.
Descrizione
Via Bacci parte da Via dei Sommozzatori, all’angolo dell’Osteria sarda “Nuraghe”. L’Osteria dispone da qualche anno anche di un giardino interno, ricavato in un angolo del grande giardino della ex Casa della Bambina, molto utilizzato nel periodo estivo. Si tratta dell’unico ristorante del quartiere, presente in quella stessa posizione fin dagli Anni ’50 (anche se con proprietari diversi).
Poco più avanti, sulla destra, si trova l’ingresso posteriore dell’ex Casa della Bambina Giuliano-Dalmata (oggi uffici del numero di emergenza “112”).
Dopo la curva, sulla destra c’è la Chiesa Cristiana Evangelica ADI (fa parte della Comunità evangelica delle Assemblee di Dio in Italia), gestita dal pastore Oreste Ponticiello, con culti due volte alla settimana.

Proseguendo, sulla sinistra si possono vedere le palazzine costruite dall’Opera Assistenza Profughi verso il 1956, mentre sulla destra vi è una palazzina un po’ più recente.

In cima alla salita, la strada curva nuovamente, questa volta a destra per raggiungere infine Via Cippico. In quest’ultimo tratto è affiancata dalle “case arancioni” prospicenti anche su Via Cippico, che furono le prime edificazioni del Villaggio Giuliano del 1952-53.
