Viale Oscar Sinigaglia

Viale Oscar Sinigaglia rappresenta il “centro storico” del Quartiere, che qui nacque, in quanto era l’asse centrale (ed unico) dapprima del Villaggio Operaio dell’E42 e successivamente anche del Villaggio Giuliano. Ancora oggi è la strada “centrale” di tutto il quartiere, ricca di storia e di opere d’arte, che lega la Via Laurentina alla Piazza Giuliani e Dalmati.

Viale Sinigaglia, inizialmente chiamata “Viale dei Giuliani”, fu successivamente intitolato a Oscar Sinigaglia (Roma 1877-1953), industriale, uno dei massimi personaggi della ricostruzione post-bellica, il principale artefice delle iniziative assistenziali per i giuliano-dalmati in particolar modo proprio al Villaggio Giuliano di Roma.

Il futuro Viale Sinigaglia nacque nel 1938 quale asse centrale del Villaggio Operaio realizzato per ospitare gli operai che avrebbero dovuto costruire l’E42.
Il viale era affiancato dai padiglioni dei dormitori degli operai e da un filare su entrambi i lati di giovani pini (gli stessi presenti tutt’oggi) ed aveva aiuole fiorite su tutto il percorso. Nella parte iniziale vi era un slargo dove sorgeva la torre dell’acqua e il viale stesso era chiuso sulla Via Laurentina da un portico dotato di cancellata.

Quando giunsero i profughi giuliano-dalmati a partire dal 1947 il viale era praticamente identico, eccetto che per le aiuole ormai morte dopo anni di incuria.
All’inizio del viale vi erano ancora gli archi di travertino e la cancellata che separava il Villaggio dalla Via Laurentina (la cancellata però sarebbe stata rimossa subito).

Il viale era affiancato dai padiglioni dotati di porticato; sulla destra si trovava la torre dell’acqua e, poco prima della chiesa (dove oggi è l’incrocio con Via F.lli Reiss Romoli) era collocata una fontana. Questo aspetto sarebbe rimasto tale fino alla fine del 1956 (nelle foto notare che i pini cominciavano a crescere).
Aggiungiamo che il viale sarebbe sempre stato (ancora oggi) il luogo dove avvenivano tutti gli eventi e le celebrazioni importanti nella storia del quartiere. In quegli anni ricordiamo, ad esempio, l’inaugurazione ufficiale del 7 novembre 1948 e la visita del Presidente Gronchi del 15 maggio 1956.

Un altra tradizione che coinvolgeva il viale, ormai scomparsa da un po’ di anni, era la processione che si effettuava sia prima delle comunioni che alla fine dei funerali.

Un primo cambiamento nella fisionomia del viale si ebbe alla fine del 1956 quando il primo padiglione all’ingresso sulla destra, nonché gli archi d’accesso al Villaggio furono abbattuti. Ciò comportò la chiusura della scuola elementare (riaperta l’anno dopo in Via Canzone del Piave) e la creazione di nuovi negozi abbastanza simili esteticamente a quelli preesistenti (e sono i negozi che ci sono ancora oggi).

Alla fine degli Anni ’50 e all’inizio degli Anni ’60 si cominciarono ad abbattere tutti i padiglioni che sorgevano lungo il vale per far posto a nuove palazzine moderne e più confortevoli.

Un momento chiave per il Viale (e in realtà per tutto il Quartiere) fu il 27 maggio 1962, quando fu ufficialmente dato il nome a Viale Oscar Sinigaglia, con la scopertura di un busto dedicato al benefattore, collocato alla fine del Viale alla congiunzione con Piazza Giuliani e Dalmati.

Verso il 1965 la fisionomia del vecchio Villaggio era ormai mutata radicalmente, dopo l’abbattimento di tutti i padiglioni e la costruzione delle nuove palazzine, eccetto quelle cosiddette degli “africani” che verranno realizzate subito dopo e terminate nel 1968 a causa di una ulteriore ondata di rimpatriati.
Questi ultimi rimpatriati (e non esuli, occorre precisare) venivano fondamentalmente dalle ex colonie africane, Somalia, Eritrea e Libia. Molti erano già venuti via alla fine della Seconda Guerra Mondiale, ma molti altri se ne andarono dalla Somalia nel 1960 quando terminò l’amministrazione fiduciaria italiana, dall’Eritrea tra il 1960 e il 1962, quando l’Etiopia annesse definitivamente quel Paese, e dalla Libia nel 1969 in seguito alla presa di potere del dittatore Gheddafi. In particolare fu la fuga di circa 20.000 italiani dalla Libia a causare un afflusso improvviso di rimpatriati, spesso di famiglie miste.
Alcuni di questi andarono ad abitare proprio nelle ultime palazzine appena costruite, ed è per questo che queste furono chiamate “case degli africani”.

Altri eventi significativi che coinvolsero il viale negli Anni ’70 e ’80 furono le visite dei papi Paolo VI (1973) eGiovanni Paolo II (1984), quando tutto il viale fu transennato e i papi passarono tra due ali di folla.
Anche le tradizionali maratonine di SS. Vito e Modesto (Anni ’70) iniziavano e terminavano in Piazza Giuliani e Dalmati, ma sempre percorrendo il Viale Sinigaglia.

Il Viale Sinigaglia divenne la sede negli Anni ’90 di un “mercatino” di generi vari, nonostante l’immediata e forte opposizione dei residenti.
Il mercatino, inizialmente autorizzato per 26 stalli il lunedì mattina, si “allargò” negli anni a dismisura, aprendo anche il mercoledì e con oltre 50 stalli (persino di generi deperibili, ad es. il pesce) che invadevano anche Piazza Giuliani e Dalmati e le vie limitrofe, rendendo quasi impossibile per i residenti l’uscita da casa. Va anche detto che gli abitanti di altre zone erano invece favorevoli alla sua esistenza, ma ovviamente non erano quelli che ne subivano le conseguenze.
Le innumerevoli proteste dei residenti giunsero al culmine in seguito ad un evento pessimo: l’ex giocatore di basket della A.S. Giuliana, Tullio Sincich, in seguito ad un grave malore, fu trasportato in maniera indecorosa sulla barella per tutto il viale in mezzo a bancarelle piene di biancheria, pesce, frutta e verdura.
Il mercatino sarebbe poi stato spostato altrove soltanto nel dicembre 2006.

A partire dal 2008 Viale Sinigaglia sarebbe stato anche il luogo di partenza ed arrivo della “Maratonina Giuliano-Dalmata”, organizzata dall’Ass. Gentes in collaborazione con la Parrocchia di San Marco e dedicata principalmente ai bambini. In particolare, la “corsa” dei piccolissimi avveniva proprio dall’inizio alla fine del Viale.
All’inizio la manifestazione si svolgeva a giungo, in coincidenza con la fine dell’”Anno pastorale”, ma poi fu spostata al 25 aprile, festa di San Marco. Sarebbe terminata subito prima del Covid a causa delle difficoltà causate da alcune assurde imposizioni sulla sicurezza volute dal governo di allora.

Nel febbraio 2014 prende il via la prima edizione della Corsa del Ricordo, fortemente voluta dall’ASI (Associazione Sportiva Italiana) per celebrare il Giorno del Ricordo con un evento sportivo da organizzare nel luogo più simbolico dell’esodo giuliano-dalmata, e cioè il nostro quartiere.
La manifestazione, poi proseguita per tutti gli anni seguenti, divenendo una gara di 10 km ha sempre avuto come punto di partenza e arrivo Viale Sinigaglia (e un percorso fino a dentro la Città Militare della Cecchignola).

Il 2025 ha infine visto la realizzazione di ben due “monumenti” sul Viale Sinigaglia:

Nel maggio 2025 veniva inaugurata quella che al momento è la più recente “opera d’arte” collocata nel nostro Quartiere, che sempre di più diventa un “museo all’aperto.
Si tratta di un murale collocato sulla parete laterale dei negozi di Viale Sinigaglia (dove un tempo sorgeva la torre dell’acqua), realizzato dagli studenti dell’Istituto d’arte di Ciampino su bozzetto di Franco Ziliotto, esule da Zara ed affermato artista.
L’opera è stata finanziata dalle generose offerte delle associazioni storiche del Quartiere, Gentes e dagli stessi abitanti del quartiere.

Infine, ad inizio novembre 2025 è stato posto un ulteriore “tassello” al “monumento diffuso” del Quartiere con la collocazione delle “Panchine del Ricordo”: si tratta di sette panchine collocate lungo Viale Sinigaglia con gli stemmi di Zara, Fiume, Pola, Istria, Trieste, Gorizia e dell’Ass. Giuliana, nonché altre due con i testi delle canzoni più significative di Istria, Fiume e Dalmazia.
L’opera, voluta soprattutto da Simonetta Lauri, presidente dell’A.S. Giuliana, è stata anch’essa finanziata dalle associazioni storiche del quartiere assieme a Gentes.

Il viale nasce da Via Laurentina e presenta subito uno slargo dove si affacciano esercizi commerciali su entrambi i lati. Per il dettaglio di questi negozi vedi qua.
In particolare sul lato sinistro il marciapiede è piuttosto largo e consente quindi un ampio spazio per il bar Zara, che mantiene lo storico nome originario (quasi sempre nella sua lunga storia il bar ha avuto una specie di gazebo, anche se la sua posizione si è spostata nel tempo) e anche per alcune panchine.
Tra i negozi sul lato destro, ricordiamo in particolare la storica frutteria di Antonella ed Elio, e il parrucchiere di Paola Costa, unici due esercizi ancora gestiti da figli di esuli. Una menzione va fatta anche per il “pub” Pentatonic nel quale si tengono numerosi eventi musicali e culturali.

Sul lato dei negozi (dove fino agli Anni ’60 sorgeva la “Torre dell’acqua” ed ora vi è un piccolo giardino, è stato recentemente inaugurato nel maggio 2025 un murale realizzato dagli studenti dell’Istituto d’arte di Ciampino su bozzetto di Franco Ziliotto, esule da Zara ed affermato artista.
Il murale rappresenta in maniera artistica la visione che l’artista ha ancora oggi del Villaggio Giuliano (dove è vissuto a lungo), luogo di gioia e speranza per il futuro, piuttosto che luogo dove rimuginare su quanto si è perduto.

Qua finisce lo “slargo” iniziale ed inizia la parte vera e propria di Viale Sinigaglia, affiancato dagli storici pini quasi secolari (essendo stati piantati nel 1938 quando avevano circa 10 anni, dovrebbero “compiere” 100 anni nel 2028).
A destra uno di quelli che i vecchi abitanti del Villaggio Giuliano chiamavano “grattacielo” (con i suoi 7 piani così sembrava) e a sinistra le cosiddette “case degli africani” (in quando abitate in parte a fine Anni ’60 dai rimpatriati dalla Libia dopo la cacciata degli italiani da parte di Gheddafi).

Lungo il Viale sono collocate le “Panchine del Ricordo”: si tratta di sette panchine con gli stemmi ed immagini significative di Zara, Fiume, Pola, Istria, Trieste, Gorizia e dell’Ass. Giuliana, nonché altre due con i testi delle canzoni più significative di Istria, Fiume e Dalmazia.
L’opera, voluta soprattutto da Simonetta Lauri, presidente dell’A.S. Giuliana, è stata finanziata dalle associazioni storiche del quartiere assieme a Gentes e dalle offerte dei cittadini.

All’incrocio con Via F.lli Reiss Romoli (dove fino agli Anni ’50 era collocata una fontana) è collocata la paletta ufficiale del IX Municipio che ricorda che il nostro quartiere è definito “museo diffuso”.
Dopo l’incrocio, a destra una palazzina in parte residenziale e in parte di proprietà della Parrocchia, e a destra il secondo dei tre cosiddetti “grattacieli”.

Sulla facciata del “grattacielo” vi è una targa posta dal Municipio nel 2003 in ricordo di Tullio Sincich, esule da Fiume e capitano della squadra di pallacanestro della A.S. Giuliana che negli Anni ’50 era arrivata in Serie A.