70° anniversario Villaggio Giuliano

Nel novembre 2018 veniva celebrato il 70° anniversario della fondazione del Villaggio Giuliano (avvenuta ufficialmente nel novembre 1948) con una serie di iniziative organizzate da tutte le associazioni del quartiere (Comitato di Roma A.N.V.G.D., Ass. Gentes, Società di Studi Fiumani, A.S. Giuliana e Giuliano-Dalmati nel Cuore).
Il “clou” è stata la conferenza tenuta nella Biblioteca Sammarco dove, tra risate e commozione, davanti ad un pubblico numerosissimo, alcuni degli “storici” abitanti del quartiere raccontavano i loro ricordi.
Altre iniziative sono state una mostra fotografica “Come eravamo e come siamo” con foto del passato a confronto con le medesime inquadrature moderne, a cura dell’Ass. Gentes e la scopertura di due targhe presso la sede della A.S. Giuliana a ricordare la storica squadra di basket e l’origine della “baracca” proveniente dal campo profughi di Padriciano.

L’affollatissima conferenza nella Biblioteca Sammarco era moderata da Giorgio Marsan, presidente di Gentes e figlio di esuli; presenziavano i presidenti delle altre associazioni coinvolte, Donatella Schürzel del Comitato di Roma ANVGD, Simonetta Lauri dell’A.S. Giuliana, Oliviero Zoia dei Giuliano-Dalmati nel cuore e Marino Micich, segretario della Società di Studi Fiumani.
Lungo i lati della Biblioteca erano stati i 16 pannelli della mostra fotografica “Com’eravamo e come siamo” con le foto “storiche” del Villaggio Giuliano affiancate alle medesime inquadrature scattate nel 2018.

Gli appassionati (e spesso anche divertenti) interventi seguivano in ordine di “anzianità” di presenza al Villaggio Giuliano, iniziando con Mirella Ostrini giunta con le primissime famiglie già nel 1947; poi Vanna Martinuzzi, istriana di Albona, maestra di scuola materna di moltissimi bambini del quartiere; a seguire l’artista Franco Ziliotto, esule da Zara, con i suoi divertenti aneddoti dei primi anni.

Sempre continuando con gli esuli di “prima generazione” Ferruccio Conte, esule da Dignano d’istria, recitava commuovendosi la bellissima poesia di Bepi Nider “No dimentichemo”; infine Tullio Poretti, esule da Rovigno d’Istria.

Seguivano le testimonianze dei “più giovani”, a partire da Gianna Zoia, nata in campo profughi e figlia del famoso Severino, così come Diego Zandel, diventato poi un famoso scrittore ma che si era fatto le ossa come giornalista al Villaggio.

E poi ancora Gianclaudio de Angelini, orgoglioso della sua origine rovignese (uno dei pochi ancora con una conoscenza approfondita dell’antica lingua rovignese); a seguire, Ignazio Semeraro, un esempio di un “non esule” perfettamente integrato nel vecchio Villaggio, anche avendo sposato una figlia di esuli.

Infine Ferdinando Iacono, uno dei “giovani” degli Anni ’50 e ’60, l’ultima generazione ad aver vissuto il Villaggio com’era alle origini e, per concludere, Silvia Chioggia, nipote di esuli (quelli del primo matrimonio del Villaggio) ma tornata a vivere al Villaggio recentemente.

Qui di seguito i link alle testimonianze video:

VIDEO DELLE TESTIMONIANZE

Una settimana dopo le celebrazioni di concludevano presso la sede della A.S. Giuliana con la scopertura di due targhe, una dedicata alla baracca del Campo Profughi di Padriciano (TS), portata alla sede della Giuliana negli Anni ’60, e la seconda dedicata la squadra di pallacanestro promossa in Serie A nell’anno 1958.
Le foto qua sotto ritraggono gli ultimi due giocatori della “mitica” squadra ancora in vita nel 2018, Bruno Flamini e Ugo Knafelz, assieme a Elvio Millevoi, figlio del primo allenatore della squadra, Tauro Millevoi: