L’Esposizione Universale di Roma (E.U.R.) venne progettata nella seconda metà degli Anni ’30 per essere aperta nel 1942 (da cui anche il nome E42).
L’esposizione non ebbe mai luogo a causa della Seconda Guerra Mondiale e tutto il complesso venne abbandonato fino agli Anni ’50, quando fu completato ma on molte modifiche e ampliamenti.
Nel 1935 il governatore di Roma Bottai propose a Mussolini di candidare Roma per l’esposizione universale del 1942 (ventennale della Marcia su Roma). Mussolini gradì l’idea e fu scelta l’area a ridosso del complesso delle Tre Fontane, in quanto funzionale all’idea dell’espansione della città verso il mare (e, tra l’altro, fuori dal piano regolatore del 1931).
Il governatorato ricevette ingenti fondi e assunse numerosi architetti coordinati da Marcello Piacentini, molto apprezzato dal regime per il suo stile classicista e razionalista. Circa 400 ettari di proprietà dei monaci delle Tre Fontane e dei Marchesi di Roccagiovine vennero espropriati.
Il progetto del quartiere fu ispirato da un mix di classicismo romano e di razionalismo italiano con vari assi ortogonali incentrato sulla futura Via Cristoforo Colombo ed edifici imponenti e squadrati ma con colonnati che dovevano ricordare i templi dell’antica Roma. Si può dire che l’edificio “simbolo” fu il Palazzo della Civiltà Italiana. Attorno, furono previsti grandi parchi a coronamento dell’area edificata.

I lavori furono inaugurati dallo stesso Mussolini che il 26 aprile 1937 piantò il primo pino in un’area vicino alle Tre Fontane. Poi, il 21 ottobre 1937 venne posta la prima pietra del Palazzo degli Uffici, che sarebbe stato il primo edificio completato.
Al fine di facilitare l’opera, fu anche costruito un Villaggio Operaio lungo la Via Laurentina, che sarebbe divenuto nel Dopoguerra il nucleo iniziale del nostro quartiere Giuliano-Dalmata.
I lavori proseguirono alacremente per circa tre anni, sino all’entrata in guerra dell’Italia nel giugno 1940, quando rallentarono inesorabilmente per essere completamente interrotti nel 1941, quando era ormai ovvio che non ci sarebbe stata nessuna esposizione universale l’anno seguente.




Durante la guerra i palazzi dell’E42 vennero occupati prima dalle truppe tedesche e poi da quelle americane. Alla fine della guerra tutto venne lasciato in totale abbandono.
La costruzione dell’EUR riprese, anche se inizialmente molto lentamente, nel 1951 in seguito al varo di due leggi, la 370 del 26 maggio e la 518 del 26 giugno, con le quali si stanziarono i primi soldi.
Va detto che in quegli anni l’EUR sembrava molto di più una città “post guerra nucleare” piuttosto che un sito in costruzione, ed era il luogo delle scorribande e delle “avventure” dei giovani esuli del Villaggio Giuliano:
FOTO ALL’EUR ANNI ’50