Inaugurazione del Villaggio Giuliano

Il Villaggio Giuliano fu inaugurato ufficialmente il 7 novembre 1948 da parte del Governo italiano, dopo un rapido restauro dei primi padiglioni. La cerimonia (filmata anche dall’Istituto Luce) fu presieduta da un giovane sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giulio Andreotti alla presenza anche della moglie del Presidente del Consiglio, sig.ra Francesca De Gasperi, del Commissario governativo Tommaso Ciampani, dell’ambasciatore americano Joseph Dunn, dell’ammiraglio Maroni, del segretario dell’Opera Profughi Aldo Clemente e di molti altri.

La cerimonia iniziò con la Messa, celebrata ancora nella piccola cappella da Mons. Munzani, ultimo arcivescovo di Zara italiana, assieme a Padre Orlini, Ministro Generale dei Frati Minori Conventuali e presidente dell’ANVGD. Al termine della Messa, quasi a suggellare la nascita di quella nuova realtà, Mons. Munzani celebrò il primo matrimonio del Villaggio tra il fiumano Armando Chioggia e la romana Fernanda Tombesi e benedisse le nozze d’argento dei coniugi Turrisi da Zara.

I discorsi ufficiali furono tenuti da Aldo Clemente, che sostanzialmente lesse semplicemente i messaggi augurali del Presidente della Repubblica e di alcuni ministri, poi dal Commissario governativo Ciampani e da Giulio Andreotti, il quale auspicava un “ritorno dei giuliani nelle loro terre” ma anche, più prosaicamente, evidenziava alcune necessità pratiche, quali l’allacciamento della corrente industriale e dei telefoni. Ultimo e più significativo, l’intervento di Padre Orlini, che faceva un appello al Governo affinché l’Italia non manchi al suo dovere di solidarietà verso “i più sventurati e i più degni dei propri figli”.

Nell’atto conclusivo – e più importante –120 famiglie ricevettero un’appartamento con una piccola cerimonia simbolica durante la quale furono date le prime chiavi alla signora Leonardelli da Pola. Gli appartamenti – ricavati dagli stanzoni dei padiglioni che ospitavano gli operai dell’E42 – constavano di una cucina (che fungeva anche da ingresso e sala da pranzo), un piccolo bagno e di una, due o talvolta tre stanze.

Il restauro degli appartamenti era stato reso possibile da un investimento complessivo di 57 milioni di lire, di cui 25 milioni ottenuti dalla Presidenza del Consiglio, 15 dall’AUSA e 17 raccolti da istituti bancari e da offerte di privati. I lavori furono eseguiti dall’impresa Sensi, coadiuvata dalla ditta Leonardelli per gli impianti e dalla falegnameria Giuliana per gli infissi (queste due ultime ditte erano di esuli del Villaggio).

Contemporaneamente veniva inaugurata anche la scuola elementare nelle aule del primo padiglione (dove oggi sorgono i negozi di Viale Sinigaglia) con il nome “Federico Di Donato – Succursale Villaggio Giuliano., sebbene in realtà la scuola fosse stata già occupata da bambini e maestri dal 20 ottobre. La scuola resterà operativa in quella sede fino al 1956.

Ultimo atto della giornata, una rappresentazione teatrale presso il “Teatro del Soldato” alla Città Militare della Cecchignola (già operativa in quegli anni) con la commedia “L’avvocato difensore” nella quale il ruolo da protagonista era recitato da Bepi Nider.

L’Arena di Pola dedicò qualche tempo dopo questo articolo sull’evento:

“Anche a Roma si è trapiantato un lembo di terra giuliana. Ai margini della città Eterna, nella zona dell’E. 42, una bandiera quadripartita con i colori di Trieste, dell’Istria, di Fiume e di Zara, segna il confine del Villaggio Giuliano. (…) All’inaugurazione sono intervenuti la signora Francesca De Gasperi, il Prefetto Tommaso Ciampani, l’ambasciatore americano Joseph Dunn e l’on. Giulio Andreotti sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che al termine della cerimonia ha parlato a nome del Governo: “Non si può dire del bene che questa visita ha fatto a ciascuno di noi. Tanto più che nessuno di noi ha il diritto di essere da voi ringraziato per quello che è stato fatto”.