
Le foibe sono delle cavità carsiche tipiche della Venezia Giulia. Si tratta di cavità naturali a forma di imbuto con un’apertura in superficie di pochi metri ma che poi sprofondano nel terreno per centinaia di metri allargandosi verso il basso. La bocca della foiba è quasi sempre occultata dalla ricca vegetazione dell’Istria. Nell’intera regione ve ne sono oltre 1.700.
Tali cavità divennero il luogo privilegiato per i partigiani di Tito per far scomparire le persone senza lasciare traccia. Va detto anche che il termine “foiba” ed “infoibamento” ha successivamente assunto un significato più generale, in riferimento a tutti i giuliano-dalmati fatti scomparire dai partigiani, anche in assenza di foibe vere e proprie (come ad esempio a Zara, dove le persone venivano perlopiù gettate in mare con una pietra legata ai piedi).
Le modalità dell’infoibamento furono particolarmente crudeli: spesso le persone venivano legate a due a due con del filo di ferro, portate sul bordo della foiba dove solo ad una si sparava, la quale poi trascinava l’altra nell’abisso. Spesso questa seconda persona non moriva subito, ma agonizzava anche per molti giorni.

La figura divenuta simbolica delle foibe è Norma Cossetto, giovane istriana di 23 anni, studentessa universitaria, “colpevole” di avere il padre podestà del paese di Visinada. La giovane fu catturata, torturata e violentata da numerosi uomini prima di essere gettata presumibilmente ancora viva nella foiba il 4-5 ottobre 1943. Il corpo fu poi recuperato nel dicembre 1943 quando i tedeschi avevano ripreso il controllo dell’area e riconosciuto dalla sorella.
Recentemente è stata collocata una panchina in suo ricordo al nostro Quartiere.
Globalmente furono uccisi nelle foibe un numero imprecisato di italiani che va da alcune migliaia fino a circa ventimila. La difficoltà di stabilire il numero preciso deriva dal fatto che quasi tutte le foibe rimasero in territorio jugoslavo dove all’epoca era ovviamente impossibile indagare, ma anche per quelle in territorio italiano la difficoltà è evidente se si considera il caso più eclatante, quello della Foiba di Basovizza:

Misurando la profondità della foiba prima degli infoibamenti (primavera 1945) e dopo (agosto 1945) è stato possibile rilevare la presenza di 500 metri cubi, evidentemente dei corpi delle vittime. Assumendo la presenza di circa 4-5 corpi per metro cubo, si può calcolare la presenza approssimativa di oltre 2.000 cadaveri nella foiba