La Tenuta di Ponte Buttero

Finito l’esperimento dello stabilimento penale delle Tre Fontane (le odierne “Galere”) nel 1894, i frati trappisti tornarono nel pieno possesso delle attrezzature e anche di tutti gli edifici. Tuttavia restava presente il problema della malaria (solo nel 1903 i monaci poterono iniziare a pernottare all’Abbazia anche nel periodo estivo) e inoltre a questo punto la tenuta era troppo grande per essere gestita dai pochi monaci presenti.

Nel 1911 il priore Leone decise di dividere la tenuta in due parti, e la parte meridionale venne denominata di “Ponte Buttero”. La nuova tenuta comprendeva tutta la parte posta ad est della Via Laurentina (gli attuali quartieri Giuliano-Dalmata, Colle di Mezzo e anche oltre) e anche una piccola parte oltre la Laurentina stessa.

La tenuta venne immediatamente ceduta in enfiteusi (cioè con un contratto che prevedeva l’uso completo del terreno in cambio di un canone annuale, una specie di “affitto” a lungo termine) a tale Giancarlo Gencarelli, che però poi non pagò il canone dovuto.

Pertanto, nel 1913 la tenuta venne venduta al marchese Alberto del Gallo di Roccagiovine, la cui famiglia l’avrebbe tenuta fino a tempi recenti.
Il problema della malaria venne definitivamente risolto intorno al 1920 con l’installazione di una pompa idrovora in corrispondenza di Ponte Buttero.

L’unica area abitata erano le “Galere” (come cominciarono ad essere chiamate) dove giunsero alcuni poveri contadini della zona (che, ricordiamolo, era ancora assolutamente agricola) che non avevano più paura della malaria.

L’edificazione dell’E42 e del Villaggio Operaio comportò l’espropriazione ai Marchesi della piccola area dove fu costruito il suddetto Villaggio, ma niente altro.
La situazione cambiò però radicalmente a partire dalla fine degli Anni ’50, quando lo sviluppo dell’Eur e del Villaggio Giuliano rese tutta l’area molto redditizia per i Marchesi che vendettero i terreni e le case a prezzi molto più alti di quanto avessero mai speso.
Le stesse Galere cambiarono presto valore, e i contadini di un tempo si trovarono a possedere case che valevano sempre di più. Oggi le Galere, adeguatamente ristrutturate, sono diventate residenze di lusso.