Via Laurentina è la strada di grande comunicazione che costeggia il nostro quartiere. Nonostante non sia la “Via Laurentina” antica che seguiva un percorso molto diverso (vedi sotto) ed abbia preso questo nome solo alla metà dell’Ottocento, si tratta comunque di una strada dalle origini antichissime, forse persino pre-romane.
Oggi la Via Laurentina separa il nostro quartiere dall’EUR, costeggiandolo interamente sul lato ovest.


Storia
Via Laurentina è una strada antichissima, anche se il nome “Laurentina” lo ha avuto solo recentemente.
Originariamente doveva trattarsi di una stradina che collegava due abitati dei Latini: Roma (fondata nell’VIII sec. a.C.) e Tellenae (il nome non è certo, ma l’abitato sulla collina di fronte all’attuale Maximo risale certamente al IX sec. a.C.).
Con la conquista romana dell’area la strada fu probabilmente migliorata, anche perché in zona sorsero numerose colonie e ville agricole, sepolcreti, ecc. La strada scavalcava il Fosso della Cecchignola su un ponte chiamato “Buxula” (successivamente Ponte Buttero).

Abbiamo numerose testimonianze archeologiche della presenza di una strada romana, che probabilmente correva parallela all’attuale Laurentina. Due ritrovamenti sono particolarmente importanti: il primo durante la costruzione della prima delle “case arancioni” su Via Cippico (ma in resti sono scomparsi) e il secondo durante alcuni lavori per il gas su Via dei Sommozzatori, poi interrato, ma di cui abbiamo una foto
Ma che strada era questa e dov’era la “vera” Via Laurentina?
Come dice il nome, “Laurentina” perché conduce a Laurentum (l’attuale Pratica di Mare): la strada partiva dall’Ostiense e seguiva in parte il percorso della moderna Via di Decima e poi della Pontina e di Via di Pratica (vedi foto)
La “nostra ” Via Laurentina in realtà conduce ad Ardea e quindi probabilmente era una variante dell’antica Via Ardeatina, ma non è registrato alcun nome in epoca romana.

Nel Medioevo la strada mantenne la sua importanza dapprima per la presenza fin dal VIII sec. di una “domus culta” (azienda agricola fortificata) che sorgeva dove oggi c’è Tor Chiesaccia (subito fuori dal GRA), e poi per i fittissimi rapporti nel XIII sec. tra i monaci cistercensi delle Tre Fontane e i templari che possedevano Tor Pagnotta.
La strada appare sulle mappe fin dal 1500 e continua ad essere sempre presente fino all’Unità d’Italia senza nome specifico. Antonio Nibby nella sua opera “Roma nell’anno 1838” la descrive ampiamente chiamandola “Strada per Ardea”, “Strada per Schizzanello” o anche “Strada delle Tre Fontane”. In una mappa del Troiani del 1839 viene addirittura chiamata “Via Ardeatina”.


Solo con l’Unità d’Italia la strada viene definitivamente chiamata Via Laurentina. La prima menzione “ufficiale” è sulla mappa IGM del 1877. In quella mappa si nota anche che la strada è disegnata come carrabile (asfaltata?).

Via Laurentina diventa finalmente una strada importante alla fine dell’epoca fascista, con la contemporanea nascita dell’Esposizione Universale (1937) con il suo Villaggio Operaio (1938) e della Città Militare della Cecchignola (1939).
La foto, scattata dalla torre dell’acqua al Villaggio Operaio mostra la Via Laurentina (con l’autobus 223 che collegava la Cecchignola a San Paolo) e anche Viale Umanesimo di fronte.
Fino alla realizzazione della metro Laurentina (1955) la Via Laurentina scavalcava all’altezza dell’attuale Viale dell’Aeronautica il Fosso della Cecchignola sull’antico Ponte Buttero che era pericolante: gli anziani ancora ricordano che l’autobus 223 si fermava, faceva scendere le persone, e attraversava il ponte scarico, per poi riprendere i passeggeri.
All’epoca la Laurentina era uno stradone largo senza spartitraffico (come si vede nella foto del 1958 con le sorelle Hagendorfer):

Successivamente la strada ebbe l’aiuola centrale negli Anni ’60 fino all’incrocio con Viale Sinigaglia. In quel punto si ergeva un tipico “montarozzo” romano con un pino (che oggi non esiste più) che era il punto di osservazione privilegiato dei giovani che da lì osservavano la loro “parata militare del 2 giugno”, e cioè il rientro dei mezzi blindati da Via dei Fori Imperiali alla Città Militare.
Il raddoppio della Via Laurentina con l’aiuola centrale nella parte oltre Viale Sinigaglia è successivo e risale agli Anni ’80 (verificare)
L’ultimo grande cambiamento la strada lo ha avuto con la corsia preferenziale del filobus.
Il progetto iniziale del 2007, proposto da Roma Metropolitane, prevedeva la realizzazione di una corsia preferenziale lungo tutto il percorso della Via Laurentina. Purtroppo nel tratto di strada corrispondente al nostro quartiere, dove non era possibile allargare la sede stradale per la presenza degli edifici, il progetto prevedeva la distruzione di tutta la strada con l’abbattimento di tutti gli alberi, il restringimento di tutti i marciapiedi e la chiusura di tutti i varchi d’accesso al quartiere.
Guidati dall’Ass. Gentes e attraverso la raccolta di 2.000 firme in pochi giorni, i cittadini evidenziavano la loro opposizione, proponendo la realizzazione del prolungamento della metropolitana, ma apparentemente senza successo (in quanto, “per fare la metro ci vorrebbero molti anni, mentre il filobus lo facciamo in due anni”, la risposta del Comune…).

In realtà, a causa delle lungaggini burocratiche il progetto non sarebbe partito subito e la nuova giunta insediatasi nel 2008 con l’Ass. alla Mobilità Marchi avrebbe dato retta ai cittadini e il progetto fu sostanzialmente stralciato (marzo 2009) nel tratto corrispondente al nostro quartiere con il filobus che sarebbe dovuto passare “in promiscuo”, cioè senza corsia preferenziale. In realtà poi i lavori sarebbero iniziati solo nel 2014
La “questione filobus” è tornata di attualità quando la nuova giunta comunale a guida 5 Stelle nell’aprile 2017, non sapendo i pregressi della vicenda e pensando che l’assenza delle corsie preferenziali era dovuta a chissà quali speculazioni, ha deciso la realizzazione delle suddette corsie.
Dopo una forte opposizione di Gentes e della cittadinanza (ma anche degli urbanisti), si è giunti alla realizzazione di “pezzetti” di corsia preferenziale (un’assurdità a detta di moltissimi cittadini) e la chiusura dei varchi di accesso su Via Cippico e Via dei Sommozzatori per chi proviene dal centro lungo la Via Laurentina.
Le proteste di Gentes hanno portato a ben due servizi di “Buongiorno Regione” di RaiTre con la giornalista Santilli (aprile e ottobre 2019).
Peraltro il filobus è entrato in funzione solo nel 2019, e poi è stato nuovamente interrotto a lungo nel 2021.

L’ultima realizzazione sulla Via Laurentina è stato il benzinaio (attualmente “Smaf”) costruito tra Checco dello Scapicollo e le prime case del quartiere nel 2018.
Descrizione
Il tratto di Via Laurentina corrispondente al nostro quartiere inizia da dopo l’incrocio con Via dei Genieri (venendo dalla Cecchignola) e termina alla metro Laurentina.
Solo la parte destra della strada appartiene al quartiere, mentre quella sinistra è parte dell’EUR, pertanto verrà descritto solo il lato destro.
Lungo il percorso vi sono numerosi esercizi commerciali divisi in diverse aree. Per i dettagli cliccare sul link.
Nel primo tratto fino all’incrocio con Viale Sinigaglia sulla destra e Viale dell’Umanesimo sulla sinistra la strada è molto larga in quanto ospita al centro le corsie preferenziali per il filobus.
All’inizio vi è un grande benzinaio (attualmente “Smaf”) costruito piuttosto di recente, con annesso lavaggio auto e centro revisioni.
Subito dopo un paio di palazzine residenziali fino all’incrocio con Via degli Artificieri.

Tra Via degli Artificieri e Via dei Granatieri vi è un piccolo “blocco” di esercizi commerciali, tra cui il Bar Amore con alcuni tavolini e un grande gommista.
Dopo Via dei Granatieri la strada corre accanto al vecchio “Villaggio Giuliano” e alle sue palazzine.
L’incrocio con Viale Sinigaglia rappresenta il “punto focale” della strada, quello in cui è nato il quartiere, in quanto qui gli architetti dell’E42 decisero di costruire il fatidico Villaggio Operaio.
Qui sorgevano gli archi di accesso al Villaggio e da qui diparte sull’altro lato Viale dell’Umanesimo che conduceva e conduce tuttora all’Ospedale Sant’Eugenio.
Da questo punto il marciapiede si allarga e dopo l’incrocio con Via Cippico lascia anche spazio ad un’ampia aiuola che ha all’inizio lo “storico” giornalaio del Villaggio (vedi la foto ad inizio pagina) e subito dopo il Monumento ai Caduti Giuliano-Dalmati (detto “Cippo carsico”) affiancato dalle due panchine, una dedicata a Norma Cossetto e l’altra agli atleti giuliano-dalmati.
FOTO
Dietro al Monumento si erge la mole inconfondibile dell’ex Casa della Bambina Giuliano-Dalmata che attualmente ospita al piano terra il Centro Anziano e ai piani superiori gli uffici del Numero di emergenza 112.
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Dopo l’incrocio con Via dei Sommozzatori inizia il tratto più propriamente “commerciale” della strada, con numerosi negozi tra i quali spicca nel primo tratto la pizzeria “Nice Pizza” e all’incrocio con Via dei Corazzieri il bar Moreschi (storicamente Bar Atlantic, aperto a fine Anni ’50).
L’incrocio semaforico con Via dei Corazzieri da un lato e Viale Oceano Atlantico dall’altro è probabilmente il punto più traffico di tutto il nostro quartiere.
Subito dopo l’incrocio…